gen 13

.

.

Voglio tornare al pane e al sale

Alla farina, al mulino

Alla pala e all’acqua

Al ruscello

Voglio tornare alla sorgente

Ai miei occhi di bambino.
.

Voglio tornare al pane e al sale

Alla farina, al grano

Al campo e al mare

Ai miei giochi di bambino
.

Voglio tornare al pane e al sale

Alla farina, al forno

Al profumo del mattino

Al giorno in Calabria al mare

Delle vacanze di me bambino.

.

Voglio tornare al pane, al sale.

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poesia tratta dal blog Nel cuore del drago

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mar 24

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[...]

Noi siamo come dei prigionieri della nostra volontà di grandezza e non potremo mai trovare una pace e un’indipendenza relativa all’infuori del compimento del nostro dovere. Dovere che è una fatalità e la condizione stessa del nostro essere [...]

(Poesia 04/00, da una lettera di Ardengo Soffici a Giovanni Papini.)

[...]

Il poeta nasce e muore ogni volta con la sua creazione e ogni volta lo fa con l’innocenza di una nuova nascita [...]

(Poesia 10/00, da un articolo di Corrado Calabrò)

.

.

mar 17

.

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Di che reggimento siete

fratelli?

.

Parola tremante

nella notte

.

Foglia appena nata

.

Nell’aria spasimante

involontaria rivolta

dell’uomo presente alla sua

fragilità

.

Fratelli

.

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dic 17

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Trigonometria ti fu madre

e non porse il seno.

Tua vendetta

le sinusoidi striscianti

sulla terra,

le spirali del tuo corpo

in alto ramo,

saettano la lingua

biforcuta,

in silenziosa sete

d’agguato.

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Dalla raccolta Minizoo, edizioni Tracce

.

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Serpente, disegno, 1994

.

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nov 14

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Sagrado il 28 novembre 1916

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I giorni e le notti

suonano

in questi miei nervi

di arpa

.

.

vivo di questa gioia

malata di universo

e soffro

di non saperla

accendere

nelle mie

parole.

.

.

ott 4

 

 

Per soddisfare le numerose richieste di partecipazione ai corsi promossi da Il Paroliere avanzate da persone non residenti a Roma si è istituito un percorso alternativo a quelli proposti nella pagina Parole nella musica. Tale percorso è costituito da n. 3 stage individuali e indipendenti (uno per ciascun percorso) che avranno gli stessi argomenti dei corsi e una durata complessiva di circa h 6 ciascuno. Questi si svolgeranno in data e in luogo da precisarsi di volta in volta (comunque sempre nella città di Roma), anche sulla base del numero di adesioni pervenuteci.

 

Per maggiori informazioni contattare info@danieledevivo.it

 

set 22

 

 

Considerazione

 

Il sesso. La partita

domenicale.

                La vita

così né risolta.

                     Resta

( miseria d’una sorte!)

da risolver la morte.

 

 

Domanda e risposta

 

- C’è più libertà

in carcere o in città?

-      Non ce n’è libertà.

E’ carcere l’intera città.

 

 

Rivalsa

 

La vita si fa sempre più dura? …

Evviva la letteratura! …

 

 

set 15

 

Chi sono?

Son forse un poeta? No, certo.
Non scrive che una parola, ben strana,
la penna dell’anima mia:
“follia”.
Son dunque un pittore?
Neanche.
Non ha che un colore la tavolozza dell’anima mia:
“malinconia”.
Un musico, allora?
Nemmeno.
Non c’è che una nota
Nella tastiera dell’anima mia:
“nostalgia”.
Son dunque… che cosa?
Io metto una lente
Davanti al mio cuore
per farlo vedere alla gente.
Chi sono?
Il saltimbanco dell’anima mia.

set 8

 

Rifacimento de Il Visconte Dimezzato di Italo Calvino 

 

   In un punto della terra non eccessivamente disabitato viveva un visconte di nome Medardo. Lui era un uomo talmente malvagio che gli abitanti di quel posto cercavano sempre di evitarlo quando lo vedevano lungo la loro strada. Aveva però anche una parte buona — di cui non ne era a conoscenza — ma era sempre sopraffatta dalle cattiverie dell’altra. Un giorno accadde che i turchi avanzarono nelle loro conquiste e Medardo dovette partire per combatterli. Immaginate la felicità dei paesani che ne desideravano la morte! Ma questo non avvenne; accadde però che il visconte fu tagliato a metà dalla lama di un turco, esattamente lungo la linea del naso. Questo fece sì che la parte buona venisse separata dalla cattiva ed entrambe ora erano coscienti delle reciproche esistenze. «Per non avere una duplice personalità, bisognerebbe soffocare una metà di noi!» si dissero le due parti simultaneamente. La metà cattiva stava quindi già pensando a come eliminare la rivale. «Se la uccidessi, porterei la tranquillità tra la gente,» erano invece i pensieri della parte buona «ma erediterei la sua malvagità ignobile e mi trasformerei in lei perdendo la mia umanità!». Che fare dunque? assicurare la bontà dell’una trasformandola irrimediabilmente in malvagia o accettare la malvagità dell’altra tacendone la nobiltà? La risposta non ci fu, tant’è che tutt’ora entrambe si trovano raminghe nel mondo cercando di non scontrarsi. Ma questo ogni tanto non si può evitare.

 

d. devivo

giu 23

 

L’artista deve essere nella sua opera come Dio nella creazione: invisibile e onnipotente; che lo si senta dappertutto, ma senza vederlo. E poiché l’arte è una seconda natura, il creatore di questa natura deve agire con dei processi analoghi, e che si senta in ogni atomo, in ogni aspetto, un’impassibilità nascosta e infinita. L’effetto dello spettatore deve essere una sorta di stupefazione. Come si è potuto fare! deve esclamare, e che si senta schiacciato senza sapere perché.

Gustave Flaubert

da una lettera a Louise Colet1

1 Mazzoni, Roberta. Scrivere. Milano, il Saggiatore, 1995, cap. 2 “Consigli ai giovani”

giu 2

 

 

Non odiarmi

 

  se nel suo garrire

è il verde

che rischiara il nero

  

o è il giallo sul bianco,

o in rosso

è una croce nel blu

  

ha poco conto

nei colori

l’ordine

  

o se è il vento indugioso d’oriente

o i soffi perpetui d’occidente

a imprimerne il moto

  

D’altronde

io,

come te,

  

sono un drappo

di tessuto umano

in balìa del tempo

 

 d. devivo

 

 

mag 26

 

IV

Chi legge il giornale?

Boh!  Non dice nulla.

Slitta   grida il vento

e la foga

che sleppa slabbra sbrega

sfrizza  slissa  slania

        don   don   dòòòn

 slen   slen   slen

      do   do    don

      do   do    don

splèp  slèp

              do   dòn

   ces   ces   ces

do dòn,

sempre più forte

sempre più veloce

rapido   express  

sui binari slèp slip

        glèe   glèe   glèen:

Ohi ragazzi!

                        Òòoh!

Mani elettriche

mani rock

le mie   le tue    il treno

                                   pòp,

un film sulla rotaia

CD al seltz

l’autografo BAND.

apr 26

 

III
Si affolla il ritmo 

seni gonfi

superventre – ritmo Sud

            you can slap my face

            the way oly you know how,

            I’m going back in the wild

Suonatori asciutti

capelli lunghi, dita

veloci sulle corde,

la spinetta che slega

salta il blues-rock

batte il tamburo

            you can sell my body

            but you can’t starve

                                my soul

cembalo ½ luna

il biondino nel refrain lanciato

fino al soffitto oltre le porte

            afro-blues

di di da dàa   la da da dèaeàa

do dò   là àa   sòn dèe

sèe

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apr 4

 

«Ho avuto quattro figlie. Allevate poi da altre famiglie. Non so neppure come ho trovato il tempo per farle. Si chiamano Emanuela, Barbara, Flavia e Simonetta. A loro raccomando sempre di non dire che sono figlie della poetessa Alda Merini. Quella pazza …»

Queste le strazianti raccomandazioni di Alda, nelle amorevoli intenzioni di riparare le proprie figlie da qualsivoglia infido pettegolezzo. Ma non solo le quattro sorelle — al consiglio valorose disobbedienti — come risposta gridano al mondo «Tu sei la nostra mamma, e basta…» inoltre, alla sua memoria, fortemente hanno voluto anche la realizzazione del sito internet www.aldamerini.it: un’antologia in suo ricordo, un elogio all’ape furibonda’, alla sua figura di scrittrice e madre perché «Niente per una donna è più simile al paradiso di un figlio che le farà sognare l’amore per sempre…».

 

 

Il sito, oltre a custodire la biografia ufficiale della poetessa e parte dei suoi documenti e della sua corrispondenza, all’approdo svela una raccolta (fruibile) di poesie e di aforismi e una completa bibliografia dell’autrice. A compimento della “coglitura” si affiancano due sezioni: una è destinata agli eventi realizzati in onore della musa dei navigli, l’altra mette in luce il sodalizio tra la musica del cantautore toscano Giovanni Nuti e la poesia di Alda Merini… la sua Poesia

 

L’albatros 

Io ero un uccello
dal bianco ventre gentile,
qualcuno mi ha tagliato la gola
per riderci sopra,
non so.
Io ero un albatro grande
e volteggiavo sui mari.
Qualcuno ha fermato il mio viaggio,
senza nessuna carità di suono.
Ma anche distesa per terra
io canto ora per te
le mie canzoni d’amore.

 

d. devivo

mar 28

 

II

Si allungano le parole

incollate ai jeans

a sbrindelli e sui capelli,

la voce manda un

tèk  tèk  tèk.   Téèk.

Le dita scattano

sulle corde, si arrotola

la parola in un tondo

alla spinetta, sembra

un ballo, dice

         Get back to where

            you once belonged

         Get back

         Get back

Get back to where…

“Ritorna   Ritorna  Ritorna…”

ma non voglio ritornare

soffro del mal d’America

del contagio virus-rock.

[continua]

mar 10

 

 

Da Carducci a Pascoli: nelle scuole italiane la compilation con dieci pezzi forti della letteratura italiana

Praticamente è un mini Sanremo per sommi poeti. Senza principi, né fischi né orchestrali che lanciano spartiti. Ma anche qui ci sono ex festivalieri, un tenore e qualche figlioccio dei talent show.

COMPILATION IN VERSI – Si chiama «Musica e Parole. 10 in Poesia» ed è una compilation di dieci pezzi forti della letteratura italiana in versi, trasferiti su melodie inedite e trasformati in altrettante canzoni incise su cd. Niente televoto. Il tutto si fa a scopo didattico: l’iniziativa infatti è patrocinata dal Ministero per l’Istruzione. Il cofanetto, che comprende un libretto con testo e note biografiche dell’autore, più una base musicale per esercitarsi come al karaoke, dal prossimo settembre verrà distribuito in 70.000 copie ai ragazzi delle scuole medie di sei regioni: Piemonte, Lombardia, Lazio, Abruzzo, Puglia e Sicilia. Farà parte del programma di studio. Con la speranza che appassioni alla poesia la generazione degli sms …

[leggi l’intero articolo di Giovanna Cavalli (Corriere della Sera) o guarda il servizio (TG2). Per ascoltare in anteprima qualche traccia www.lorianalana.it]

feb 28

 

I

Coca Cola music store

sprofondo nel sofàbronzo

fantasia di sguardi

ritmi. Di fronte a me

un viso mi ricorda

un amico, sorrido.

Stupisce.

Slitta lo sguardo        

raccolgo lo scarto.

Stop! Raffreddo l’attimo

confidenziale. Battono

il tempo adulti e bambini

        Alabama rock

Mi sento nel truk 18-wheeler

70 miglia all’ora, le mille luci

blu e rosse, il bagliore dei fanali

le ruote che ritmano sull’asfalto

         all right!

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gen 27

 

 

Valloncello dell’Albero Isolato il 27 agosto 1916

Di queste case

non è rimasto

che qualche

brandello di muro

Di tanti

che mi corrispondevano

non è rimasto

neppure tanto

Ma nel cuore

nessuna croce manca

E’ il mio cuore

il paese più straziato

dic 10

 

 

Qual è il significato delle parole cane, penna, albero e sole? Spiègatelo. A cosa hai fatto ricorso? alle parole. In pratica, hai usato delle parole per spiegare il significato di altre parole.

 

Spiegati ora il significato delle parole che hai utilizzato per dare una spiegazione del significato delle parole cane, penna, albero e sole (per esempio, spiegati il significato della parola significato, per poi, una volta chiarito, darti la spiegazione del significato della parola cane). Cosa stai usando? altre parole.

 

E se dovessi continuare in questo gioco del dare ogni volta una spiegazione delle parole che hai usato per definire altre parole? non finiresti mai (fai una prova con il dizionario: trova il significato di una parola, per esempio suono. Poi trova il significato di ciascuna parola che è servita per dare un significato alla parola suono. E vai avanti così, fino a dove riesci ad arrivare). Inverosimilmente, non troveresti un’origine (ti perderesti tra i ceppi etimologici conosciuti di una qualche lingua indoeuropea).

 

E tutto questo per dire? che per ogni cosa che i nostri occhi riescono a vedere (e qualcosa anche a non vedere), l’essere umano ha attribuito un nome. O un’etichetta, per dirla meglio. Per la precisione, un’etichetta variabile, dipendente dal tempo (cronologico) e dalla posizione geografica del parlante.

 

E le parole, cioè le etichette, sono suoni. Quindi, quando dobbiamo parlare a qualcuno della realtà a noi conosciuta (e sconosciuta), utilizziamo delle etichette sonore variabili. Utilizziamo, cioè, degli atomi vibranti (l’aria) per trasmettere (al nostro interlocutore) il significato del concetto che in quel momento abbiamo in testa. Un concetto che si riferisce a qualla parte di realtà che è anch’essa costituita da atomi vibranti.

 

Usiamo atomi vibranti per dare l’idea, l’immagine, di altri atomi vibranti.

 

Ma dalla loro reciproca e simultanea vibrazione, s’innescherà in qualche punto una risonanza?

 

 

 

nov 2

 

Addio, Alda…

 

 alda-merini

 

          L’uccello di fuoco

          della mia mente malata,

          questo passero grigio

          che abita nel profondo

          e col suo pigolìo

          sempre mi fa tremare

          perché pare indifeso,

          bisognoso d’amore,

          qualche volta ha una voce

          così tenera e nuova

          che sotto il suo trionfo

          detto la poesia.

 

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