giu 23

 

L’artista deve essere nella sua opera come Dio nella creazione: invisibile e onnipotente; che lo si senta dappertutto, ma senza vederlo. E poiché l’arte è una seconda natura, il creatore di questa natura deve agire con dei processi analoghi, e che si senta in ogni atomo, in ogni aspetto, un’impassibilità nascosta e infinita. L’effetto dello spettatore deve essere una sorta di stupefazione. Come si è potuto fare! deve esclamare, e che si senta schiacciato senza sapere perché.

Gustave Flaubert

da una lettera a Louise Colet1

1 Mazzoni, Roberta. Scrivere. Milano, il Saggiatore, 1995, cap. 2 “Consigli ai giovani”

giu 16

 

Genere: poemetto (piccolo poema costituito di poesie consequenziali)

Anno di realizzazione: ca. 1999

Autore: Daniele de Vivo

Edizioni: inedito

Sonorizzazione: attualmente privo

Download gratuito: La Bottiglia di Cristallo

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giu 2

 

 

Non odiarmi

 

  se nel suo garrire

è il verde

che rischiara il nero

  

o è il giallo sul bianco,

o in rosso

è una croce nel blu

  

ha poco conto

nei colori

l’ordine

  

o se è il vento indugioso d’oriente

o i soffi perpetui d’occidente

a imprimerne il moto

  

D’altronde

io,

come te,

  

sono un drappo

di tessuto umano

in balìa del tempo

 

 d. devivo

 

 

mag 26

 

IV

Chi legge il giornale?

Boh!  Non dice nulla.

Slitta   grida il vento

e la foga

che sleppa slabbra sbrega

sfrizza  slissa  slania

        don   don   dòòòn

 slen   slen   slen

      do   do    don

      do   do    don

splèp  slèp

              do   dòn

   ces   ces   ces

do dòn,

sempre più forte

sempre più veloce

rapido   express  

sui binari slèp slip

        glèe   glèe   glèen:

Ohi ragazzi!

                        Òòoh!

Mani elettriche

mani rock

le mie   le tue    il treno

                                   pòp,

un film sulla rotaia

CD al seltz

l’autografo BAND.

mag 12

 

Genere: poemetto (piccolo poema costituito di poesie consequenziali)

Anno di realizzazione: ca. 1999

Autore: Daniele de Vivo

Edizioni: inedito

Sonorizzazione: attualmente privo

Download gratuito: Il Luna Park Abbandonato

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apr 28

 

Genere: poemetto (piccolo poema costituito di poesie consequenziali)

Anno di realizzazione: ca. 1999

Autore: Daniele de Vivo

Edizioni: inedito

Sonorizzazione: attualmente privo

Download gratuito: Il Duplice Emisfero Parallelo

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apr 26

 

III
Si affolla il ritmo 

seni gonfi

superventre – ritmo Sud

            you can slap my face

            the way oly you know how,

            I’m going back in the wild

Suonatori asciutti

capelli lunghi, dita

veloci sulle corde,

la spinetta che slega

salta il blues-rock

batte il tamburo

            you can sell my body

            but you can’t starve

                                my soul

cembalo ½ luna

il biondino nel refrain lanciato

fino al soffitto oltre le porte

            afro-blues

di di da dàa   la da da dèaeàa

do dò   là àa   sòn dèe

sèe

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apr 11

 

E’ l’atro…

fatale crepita

ai pianti il salice,

 

il fendersi di fiati:

 

vivi, nell’orlo

si è alle fosse.

 

Si apre così questo poemetto (sto terminando la sua sonorizzazione in questi giorni) che circa 10 anni fa ho scritto dietro un’ispirazione mossa da un lungo periodo di tormenti, dovuti alla perdita di due persone a me molto care. Una di queste si chiamava Valerio Bacchini: finanziere di giorno e “gothic dark” di notte. Alla sua memoria l’opera è dedicata. Buon ascolto.

 

 

Nell’Ossario © Parte seconda, I tempo (il II tempo è in lavorazione)

Poesia e musica. Liriche, voce, musiche, suoni originali e registrazioni di Daniele de Vivo

(si consiglia l’ascolto in cuffia. Avvertenza: regolare il volume di ascolto partendo dal minimo livello)

 

 Per scaricare gratuitamente la Parte prima dell’opera clicca qui

 

 

 

apr 4

 

«Ho avuto quattro figlie. Allevate poi da altre famiglie. Non so neppure come ho trovato il tempo per farle. Si chiamano Emanuela, Barbara, Flavia e Simonetta. A loro raccomando sempre di non dire che sono figlie della poetessa Alda Merini. Quella pazza …»

Queste le strazianti raccomandazioni di Alda, nelle amorevoli intenzioni di riparare le proprie figlie da qualsivoglia infido pettegolezzo. Ma non solo le quattro sorelle — al consiglio valorose disobbedienti — come risposta gridano al mondo «Tu sei la nostra mamma, e basta…» inoltre, alla sua memoria, fortemente hanno voluto anche la realizzazione del sito internet www.aldamerini.it: un’antologia in suo ricordo, un elogio all’ape furibonda’, alla sua figura di scrittrice e madre perché «Niente per una donna è più simile al paradiso di un figlio che le farà sognare l’amore per sempre…».

 

 

Il sito, oltre a custodire la biografia ufficiale della poetessa e parte dei suoi documenti e della sua corrispondenza, all’approdo svela una raccolta (fruibile) di poesie e di aforismi e una completa bibliografia dell’autrice. A compimento della “coglitura” si affiancano due sezioni: una è destinata agli eventi realizzati in onore della musa dei navigli, l’altra mette in luce il sodalizio tra la musica del cantautore toscano Giovanni Nuti e la poesia di Alda Merini… la sua Poesia

 

L’albatros 

Io ero un uccello
dal bianco ventre gentile,
qualcuno mi ha tagliato la gola
per riderci sopra,
non so.
Io ero un albatro grande
e volteggiavo sui mari.
Qualcuno ha fermato il mio viaggio,
senza nessuna carità di suono.
Ma anche distesa per terra
io canto ora per te
le mie canzoni d’amore.

 

d. devivo

mar 28

 

II

Si allungano le parole

incollate ai jeans

a sbrindelli e sui capelli,

la voce manda un

tèk  tèk  tèk.   Téèk.

Le dita scattano

sulle corde, si arrotola

la parola in un tondo

alla spinetta, sembra

un ballo, dice

         Get back to where

            you once belonged

         Get back

         Get back

Get back to where…

“Ritorna   Ritorna  Ritorna…”

ma non voglio ritornare

soffro del mal d’America

del contagio virus-rock.

[continua]

mar 10

 

 

Da Carducci a Pascoli: nelle scuole italiane la compilation con dieci pezzi forti della letteratura italiana

Praticamente è un mini Sanremo per sommi poeti. Senza principi, né fischi né orchestrali che lanciano spartiti. Ma anche qui ci sono ex festivalieri, un tenore e qualche figlioccio dei talent show.

COMPILATION IN VERSI – Si chiama «Musica e Parole. 10 in Poesia» ed è una compilation di dieci pezzi forti della letteratura italiana in versi, trasferiti su melodie inedite e trasformati in altrettante canzoni incise su cd. Niente televoto. Il tutto si fa a scopo didattico: l’iniziativa infatti è patrocinata dal Ministero per l’Istruzione. Il cofanetto, che comprende un libretto con testo e note biografiche dell’autore, più una base musicale per esercitarsi come al karaoke, dal prossimo settembre verrà distribuito in 70.000 copie ai ragazzi delle scuole medie di sei regioni: Piemonte, Lombardia, Lazio, Abruzzo, Puglia e Sicilia. Farà parte del programma di studio. Con la speranza che appassioni alla poesia la generazione degli sms …

[leggi l’intero articolo di Giovanna Cavalli (Corriere della Sera) o guarda il servizio (TG2). Per ascoltare in anteprima qualche traccia www.lorianalana.it]

feb 28

 

I

Coca Cola music store

sprofondo nel sofàbronzo

fantasia di sguardi

ritmi. Di fronte a me

un viso mi ricorda

un amico, sorrido.

Stupisce.

Slitta lo sguardo        

raccolgo lo scarto.

Stop! Raffreddo l’attimo

confidenziale. Battono

il tempo adulti e bambini

        Alabama rock

Mi sento nel truk 18-wheeler

70 miglia all’ora, le mille luci

blu e rosse, il bagliore dei fanali

le ruote che ritmano sull’asfalto

         all right!

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gen 27

 

 

Valloncello dell’Albero Isolato il 27 agosto 1916

Di queste case

non è rimasto

che qualche

brandello di muro

Di tanti

che mi corrispondevano

non è rimasto

neppure tanto

Ma nel cuore

nessuna croce manca

E’ il mio cuore

il paese più straziato

dic 10

 

 

Qual è il significato delle parole cane, penna, albero e sole? Spiègatelo. A cosa hai fatto ricorso? alle parole. In pratica, hai usato delle parole per spiegare il significato di altre parole.

 

Spiegati ora il significato delle parole che hai utilizzato per dare una spiegazione del significato delle parole cane, penna, albero e sole (per esempio, spiegati il significato della parola significato, per poi, una volta chiarito, darti la spiegazione del significato della parola cane). Cosa stai usando? altre parole.

 

E se dovessi continuare in questo gioco del dare ogni volta una spiegazione delle parole che hai usato per definire altre parole? non finiresti mai (fai una prova con il dizionario: trova il significato di una parola, per esempio suono. Poi trova il significato di ciascuna parola che è servita per dare un significato alla parola suono. E vai avanti così, fino a dove riesci ad arrivare). Inverosimilmente, non troveresti un’origine (ti perderesti tra i ceppi etimologici conosciuti di una qualche lingua indoeuropea).

 

E tutto questo per dire? che per ogni cosa che i nostri occhi riescono a vedere (e qualcosa anche a non vedere), l’essere umano ha attribuito un nome. O un’etichetta, per dirla meglio. Per la precisione, un’etichetta variabile, dipendente dal tempo (cronologico) e dalla posizione geografica del parlante.

 

E le parole, cioè le etichette, sono suoni. Quindi, quando dobbiamo parlare a qualcuno della realtà a noi conosciuta (e sconosciuta), utilizziamo delle etichette sonore variabili. Utilizziamo, cioè, degli atomi vibranti (l’aria) per trasmettere (al nostro interlocutore) il significato del concetto che in quel momento abbiamo in testa. Un concetto che si riferisce a qualla parte di realtà che è anch’essa costituita da atomi vibranti.

 

Usiamo atomi vibranti per dare l’idea, l’immagine, di altri atomi vibranti.

 

Ma dalla loro reciproca e simultanea vibrazione, s’innescherà in qualche punto una risonanza?

 

 

 

nov 2

 

Addio, Alda…

 

 alda-merini

 

          L’uccello di fuoco

          della mia mente malata,

          questo passero grigio

          che abita nel profondo

          e col suo pigolìo

          sempre mi fa tremare

          perché pare indifeso,

          bisognoso d’amore,

          qualche volta ha una voce

          così tenera e nuova

          che sotto il suo trionfo

          detto la poesia.

 

ott 13

 

 

Io amo molto la d eufonica, ovvero la d aggiunta ad una congiunzione o preposizione che incontri una vocale nella parola seguente. Trovo sappia dare armonia a frasi di dubbia sonorità e, se ben utilizzata, risolvere molte cacofonie. Se ben utilizzata, però.

Ci sono distinte teorie sul suo uso, una che propende per la semplificazione e una che tende a preservare la funzione primigenia.

La prima postula che si debba introdurre la d solo nel caso in cui siano in contatto due identiche vocali: e con e, a con a, et similia. Ne consegue che secondo questa teoria sia migliore “e anche” rispetto alla forma più conosciuta “ed anche”.

La seconda teoria si basa proprio sul motivo per cui la d eufonica nasce: evitare di pronunciare frasi cacofoniche. Per cui ogni volta che leggendo ci troviamo davanti ad una sonorità dubbia (a una o ad una?) il criterio per l’inserimento della d è la sua utilità nel rendere la frase più gradevole.

Nonostante l’Accademia della crusca consigli il primo modo, da sempre io propendo per il secondo: la d eufonica non dovrebbe avere regole restrittive ma essere applicata ogni qualvolta si renda necessaria, onde permettere alle proposizioni di scorrere in modo piacevole.

Ovviamente l’orrore fonetico può essere causato anche da un eccesso di D eufonica, che non andrebbe mai usata in caso di ripetizioni di sillabe: “ed educazione”, “od odio”, “ad adempiere” sono sequenze insopportabili.

Resta come unico criterio di discernimento quindi, come spesso accade, il buonsenso, o se preferite il buongusto. E l’utile trucco di leggere ad alta voce il passaggio incriminato, per capire come possa suonare meglio.

 

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lug 10

 

 

Chiuso fra cose mortali

(Anche il cielo stellato finirà)

Perché bramo Dio?