ott 29

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I negramaro tornano oggi in radio con “Sing-hiozzo”, il primo singolo estratto dal nuovo attesissimo albumCasa 69”. A oltre tre anni di distanza dall’ultimo disco di inediti, la rock band italiana rompe il silenzio nei network radiofonici con “Sing-hiozzo”. Disponibile anche in download su iTunes, il singolo in radio precede l’uscita del nuovo progetto prevista per il 16 novembre su etichetta Sugar. Un ritorno esplosivo con un brano dal sapore puramente rock che offre la cifra dell’ispirazione e delle atmosfere che animano l’album “Casa 69”, registrato in Canada negli storici studi Metalworks di Toronto con David Bottrill (già collaboratore, tra gli altri, di Placebo, Muse, Tool, David Bowie e David Sylvian). “Ho un vuoto d’aria nella gola/ e non riesco a di…e non riesco a dire/ se quel che manca è la parola ormai, aiutami a capi… aiutami a capire/ è un singhiozzo di pensieri che non mi fa parla…che non mi fa parlare”: chitarre elettriche e pianoforte si incrociano con la voce di Giuliano Sangiorgi, autore della musica e del testo del brano, in cui il singhiozzo, che strozza le parole e non permette di comunicare, è il linguaggio dell’individualismo e del cinismo dei nostri giorni.

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MN Srl – Ufficio stampa via Aniene, 14 – Roma tel. 06-853763 musica@mnitalia.com. .

ott 26

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C’è chi lo chiama paroliere e c’è chi – con dovuta riverenza modernista – lo identifica di più come autore; di fatto, questi è sempre e solo una persona: chi scrive, chi compone le parole di una canzone.

A mio modesto parere – modestissimo, se me lo permettete – chiamarlo paroliere gli è più consono, perché si riesce a identificarlo meglio nei compiti che egli svolge nell’ambito della canzonetta.

Infatti, nella sua genericità, autore è un sostantivo che inquadra la persona cui si riferisce come il creatore di un’opera (musicale, cinematografica, teatrale, ecc.) o come il principale responsabile di un’azione (buona o cattiva che sia). E nel discorso musicale, quando si cita il compositore delle parole come autore, a questo bisogna aggiungere immediatamente di seguito ‘del testo letterario’ (in pratica, autore del testo letterario. Non sono troppe parole e per di più spese inutilmente?), onde evitare il generare nel lettore inutili dubbi che egli va a incagliare nell’ambito creativo di tutta la canzone (testo e musica) o solo su di una parte di essa (testo o musica?).

L’alternativa potrebbe essere questa (così da far accontentare sia i tradizionalisti sia i più accaniti modernisti): chiamare autore il compositore delle parole di una canzone quando questi è anche il compositore della parte musicale (cioè è sia autore del testo che delle musiche. Un esempio simile ce lo fornisce la parola cantautore, che identifica la persona cui si riferisce come paroliere, compositore e interprete); chiamare paroliere il solo compositore delle parole di una canzone (cioè quando questi non è anche il compositore della parte musicale). E’ un nobile compromesso!

E così facendo, ogni volta che pronunciamo la parola paroliere continuiamo anche a rendere un omaggio indiretto a quella persona che per la prima volta nel mondo la rese suono pronunciandola.

d. devivo

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ott 9

 

 

 

“VA COSÌ” DE LE VIBRAZIONI BRANO PROTAGONISTA

DEL FILM DI VALERIO JALONGO

 

In concorso alla Festa del cinema di Roma, il film “La scuola è finita” di Valerio Jalongo vede la partecipazione musicale di una delle più note e apprezzate band del rock italiano: Le Vibrazioni.

Da un incontro tra il regista e il leader del gruppo Francesco Sàrcina è nato un confronto di sensibilità che ha fatto sì che il brano “Va così” contenuto nell’album “Le strade del tempo” de Le Vibrazioni, in fase di registrazione durante la produzione del film, assumesse un ruolo di primo piano e venisse affidata a Sàrcina la composizione della colonna sonora per il progetto. Tra le curiosità di questo incontro, il fatto che anche lo stesso Sàrcina sia stato uno studente del Pestalozzi, l’istituto che fa da cornice alla storia.

Filo conduttore degli eventi, “Va così” non è solo un brano che accompagna varie scene del film, ma la trama su cui si tesse l’incontro tra i protagonisti e che diventa un inno alla ribellione, un’esortazione a reagire al torpore a cui ci condanna la monotonia della vita quotidiana. Un vestito musicale che Francesco Sàrcina per i testi, con Alessandro Deidda e Stefano Verderi per le musiche, sembrano aver cucito addosso a Valeria Golino e al suo personaggio, figura nevralgica di tutto il film che “sa come incantare il mondo con quei gli occhi grandi come il mare”.

Va così”, in radio dal 15 ottobre, è contenuto ne “Le strade del tempo”, album uscito lo scorso gennaio su etichetta Rca, distribuzione Sony Music, e nella versione re-pack a giugno, partorito dalla lucida follia di Francesco Sàrcina (voce e chitarra), Stefano Verderi (chitarra e piano), Alessandro Deidda (batteria e percussioni) e Emanuele Gardossi (basso), prodotto da Marco Trentacoste.

 

Ufficio Stampa e comunicazione Le Vibrazioni:

LETIZIA D’AMATO srl Studio di Comunicazione – Rif. Letizia D’Amato – Angelica Gabrielli

Tel/fax 06 39754352 info@letiziadamato.com 

 

 

Valerio Jalongo – Regia

Valerio Jalongo è nato a Roma. Laureato in filosofia, dopo aver partecipato all’esperienza della scuola di cinema della Gaumont si è trasferito a Los Angeles dove ha studiato Cinema alla University of Southern California.

Premio De Sica per il documentario “Dream City” girato a Los Angeles, con “Messaggi quasisegreti” realizza il suo primo lungometraggio, miglior film al Festival Internazionale Scrittura e Immagine 1997, presentato ai festival di Montreal, Mar del Plata, Mosca, Dublino. Negli anni seguenti realizza documentari di interesse sociale e film per la televisione.

Nel 2001 comincia a condurre un gruppo di scrittura creativa con i detenuti del carcere romano di Rebibbia, e nel 2003 realizza “Sulla Mia Pelle”. Il film, interpretato da Ivan Franek e Donatella Finocchiaro, racconta la storia di un detenuto semilibero che lavora in una zona della Campania dominata dalla camorra. Presentato in concorso al Festival Internazionale di Torino e al Festival Internazionale di Bangkok, ha ricevuto numerosi premi e riconoscimenti in Italia e all’estero.

Dal 2005 partecipa prima all’esperienza di Ring poi a quella dei Centoautori, e realizza il documentario “Di me cosa ne sai?” un’inchiesta sulla storia del cinema italiano e sulle trasformazioni culturali del nostro paese negli ultimi trent’anni. Presentato nel 2009 alle Giornate degli Autori a Venezia, e ai Festival di Londra e Amsterdam, ha ricevuto il premio della Federazione Italiana dei Circoli del Cinema.

ott 4

 

 

Per soddisfare le numerose richieste di partecipazione ai corsi promossi da Il Paroliere avanzate da persone non residenti a Roma si è istituito un percorso alternativo a quelli proposti nella pagina Parole nella musica. Tale percorso è costituito da n. 3 stage individuali e indipendenti (uno per ciascun percorso) che avranno gli stessi argomenti dei corsi e una durata complessiva di circa h 6 ciascuno. Questi si svolgeranno in data e in luogo da precisarsi di volta in volta (comunque sempre nella città di Roma), anche sulla base del numero di adesioni pervenuteci.

 

Per maggiori informazioni contattare info@danieledevivo.it

 

ott 1

 

Troppo presi dall’effetto della morte di Tony Curtis i media hanno messo in secondo piano un’altra morte importante: quella di Oscar Avogadro. Un nome che a molti dirà poco ma che agli intenditori di musica italiana fa venire subito in mente una serie di brani indimenticabili.

Il paroliere si è spento nella sua casa alle porte di Milano all’età di 59 anni. E’ venuto a mancare cosi un altro grande pezzo di storia della musica italiana. L’uomo che scrisse E la luna bussò per Loredana Bertè, tanto per citare una canzone [...]

Oscar Avogadro si è spento ieri mattina alle porte di Milano. E cosi se ne va un pezzo di storia della musica italiana. Il grande paroliere, che aveva solo 59 anni, ha scritto per Loredana Bertè E la luna bussò insieme a Mario Lavezzi e Daniele Pace.

Ma non solo, è sua anche  Io no cantata da Anna Oxa e scritta insieme a Mario Lavezzi. Il pezzo andò a Sanremo nel 1982. 

Per non dimenticare Il cuore delle donne e Margherita non lo sa scritte per Dori Grezzi

Ci piace ricordalo semplicemente cosi, con le sue parole…

 Assunta Corbo

 

Leggi l’articolo completo qui

 

 

ott 1

 

… non dimenticate di visitare ogni tanto le varie pagine di questo blog, come RECENSIONI, Lingua Italiana e i vari commenti lasciati ai post…