Rifacimento de Il Visconte Dimezzato di Italo Calvino
In un punto della terra non eccessivamente disabitato viveva un visconte di nome Medardo. Lui era un uomo talmente malvagio che gli abitanti di quel posto cercavano sempre di evitarlo quando lo vedevano lungo la loro strada. Aveva però anche una parte buona — di cui non ne era a conoscenza — ma era sempre sopraffatta dalle cattiverie dell’altra. Un giorno accadde che i turchi avanzarono nelle loro conquiste e Medardo dovette partire per combatterli. Immaginate la felicità dei paesani che ne desideravano la morte! Ma questo non avvenne; accadde però che il visconte fu tagliato a metà dalla lama di un turco, esattamente lungo la linea del naso. Questo fece sì che la parte buona venisse separata dalla cattiva ed entrambe ora erano coscienti delle reciproche esistenze. «Per non avere una duplice personalità, bisognerebbe soffocare una metà di noi!» si dissero le due parti simultaneamente. La metà cattiva stava quindi già pensando a come eliminare la rivale. «Se la uccidessi, porterei la tranquillità tra la gente,» erano invece i pensieri della parte buona «ma erediterei la sua malvagità ignobile e mi trasformerei in lei perdendo la mia umanità!». Che fare dunque? assicurare la bontà dell’una trasformandola irrimediabilmente in malvagia o accettare la malvagità dell’altra tacendone la nobiltà? La risposta non ci fu, tant’è che tutt’ora entrambe si trovano raminghe nel mondo cercando di non scontrarsi. Ma questo ogni tanto non si può evitare.
d. devivo




