L’artista deve essere nella sua opera come Dio nella creazione: invisibile e onnipotente; che lo si senta dappertutto, ma senza vederlo. E poiché l’arte è una seconda natura, il creatore di questa natura deve agire con dei processi analoghi, e che si senta in ogni atomo, in ogni aspetto, un’impassibilità nascosta e infinita. L’effetto dello spettatore deve essere una sorta di stupefazione. Come si è potuto fare! deve esclamare, e che si senta schiacciato senza sapere perché.
Gustave Flaubert
da una lettera a Louise Colet1
1 Mazzoni, Roberta. Scrivere. Milano, il Saggiatore, 1995, cap. 2 “Consigli ai giovani”




