Ho ripescato un intervento sostenuto al Salone della Musica di Torino il 12 ottobre 1998 che mi sembra talmente attuale da aver voglia di proporlo perché venga presentato sul prossimo numero del Giornale degli Autori col titolo “Il mestiere dell’Autore – Per esempio in America”
Il riassunto del mio intervento è approssimativamente il seguente:
Mi chiamo Alberto Testa, sono un autore e qui rappresento la metà di una testimonianza intitolata più o meno: “ALBERTO E FABIO, PADRE E FIGLIO AUTORI IN ITALIA E IN AMERICA”.
Essendo noi, autori e non tecnici, non parleremo di “territorio” e di “organizzazione” come dice il titolo del Convegno ma la relazione avrà un carattere personale e magari un po’ colorito.
L’argomento della relazione sarà la ricerca anche in Italia di un rapporto di conoscenza-amore fra pubblico e autori, come c’è – per esempio – in America. Mentre qui, in Italia, troppo spesso – per quanto riguarda la canzone – l’autore, se non è cantautore, è nessuno.
Chi è un autore? Perché una persona fa l’autore? Probabilmente…perché SI.
Penso che ognuno si auto-autorizzi a fare l’autore, indipendentemente da diplomi, lauree e cognizioni tecniche; tant’è vero che fra musicisti che hanno uguale preparazione musicale…uno fa il copista, uno il secondo violino, uno il direttore d’orchestra, uno l’autore da Oscar.
Io mi sono auto-autorizzato a scrivere testi per canzoni, poi per spettacoli radiofonici e televisivi ma tremo davanti a ogni lavoro. Così, quando mi viene affidato, o io stesso mi propongo un compito…sono sempre un po’ spaventato e non sono affatto sicuro che riuscirò a fare una cosa accettabile.
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