“Alabama Rock (1)” di Luigina Bigon

 

I

Coca Cola music store

sprofondo nel sofàbronzo

fantasia di sguardi

ritmi. Di fronte a me

un viso mi ricorda

un amico, sorrido.

Stupisce.

Slitta lo sguardo        

raccolgo lo scarto.

Stop! Raffreddo l’attimo

confidenziale. Battono

il tempo adulti e bambini

        Alabama rock

Mi sento nel truk 18-wheeler

70 miglia all’ora, le mille luci

blu e rosse, il bagliore dei fanali

le ruote che ritmano sull’asfalto

         all right!

e tu

la chitarra elettrica acustica

e il base guitar

strumenti a percussione

il tubosling e i congas.

Una voce calda

mi ritma a jet,

bevo chai  bollente

alla camomilla e the

there is no reason to be mad-

your heart of stone

dice la canzone

         rockfied blues

voce roca   la spinetta

e sincope che accelera

il tempo. Sull’autostrada

rombano i camion

         your heart of stone

ritmano i corpi

io   lui   gli altri,

tutto viaggia.

Un regista filma l’interno

adulti grassi, bambini magri.

         Thak you for

         not smoking!

Nessuno fuma,

il tempo frenetico

mi lancia nelle distese

         asfaltoring

ritmo tutta, sembro un treno

Alabama swing/rock

sulle rotaie. Tutto è sonoro

sedili tavoli tamburi

e le    drinking straws

nei bicchieri 24 oz.

Accelera, accelera treno

sulla ferrata, mi lanci

tra i fili elettrici, sui pali

dell’alta tensione,

e qui, America mia,

ti sganci dal paradossale

evento delle due torri,

ti tuffi in un nostalgico

         end of song,

poi acceleri la corsa

e mi eccita questo tuo swing.

[continua]

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