Hai mai provato a far vibrare come un suono l’inchiostro della tua penna? C’è chi lo ha fatto e ci è perfettamente riuscito. E non solo! Difatti, la vibrazione scaturita si è manifestata talmente energica da originare altre vibrazioni. E altre ancora, da queste ultime. E così via, moltiplicandosi, innescando a tal punto anche quelle oscillazioni che con le loro (s)onde vanno determinate a svelare il dialogo tra poesia e canzone.
Dove? nel circuito della musica leggera. Per la precisione, tra canzone d’autore e testo poetico.
Come? da un incontro di studio promosso dal Centro Studi Fabrizio De André della facoltà di lettere dell’Università di Siena, denominato Poesia e canzone d’autore in Italia. Evoluzioni contemporanee e fantasie di avvicinamento.
Qui, dietro invito a «mettere a confronto le loro esperienze di lavoro e di ricerca allo scopo di raccogliere punti di vista diversi sui rapporti fra poesia e canzone d’autore nella cultura italiana degli ultimi decenni», si sono esibite le penne di poeti, cantautori, critici, musicologi, editori, insegnanti, andando così a istituire un concertato di saggi e trascrizioni di interventi, forgiato nelle eleganti e pratiche vesti di libro… un libro che “suona” con cadenze virtuose e imperative dal taglio di una più che arguta critica musicale:
Nel volume, oltre a interventi di artisti come Teresa De Sio, Sergio Berardo, Aldo Nove, Samuele Bersani, Elisa Biagini, Lello Voce, Frankie Hi NRG MC, Rosaria Lo Russo, Franco Loi, Enrico Ruggeri, Salvatore Niffoi, David Riondino e Roberto Vecchioni, si presentano alcuni autografi di Fabrizio De André attraverso i quali è possibile scivolare curiosamente attraverso i suoi procedimenti creativi.
“… Lessi Croce, L’Estetica, dove dice che tutti gli italiani fino a diciotto anni possono diventare poeti, dopo i diciotto anni chi continua a scrivere poesie o è un poeta vero o è un cretino. Io, poeta vero non lo ero. Cretino nemmeno. Ho scelto la via di mezzo: cantante.” (Fabrizio de Andrè)
d. devivo



