“La musica e la sua industria”

 

 

«Fare il musicista, oggi come sempre, rimane un’ambizione di molti; ma, banalmente, non si fa più musica come una volta: sono cambiati i mezzi, i canali, gli intermediari, le tecnologie»

 

Tramite questa ouverture verbale, Gianni Sibilla si appresta a condurci scrupolosamente tra le fitte arie di una sua recente opera: 

 

industria1

  

In questo piccolo volume (dal formato di un fumetto ma dal contenuto di un trattato) l’autore pratica un’accurata analisi dell’industria musicale: sviscerandone tutti i settori ne mette in luce le funzioni, le caratteristiche, cogliendo poi i riflessi (anche sociali) dal prodotto ultimo della loro necessaria interazione, il disco.

 

Nel libro — idealmente costituito in due parti — si trova dapprima un Sibilla indagatore della struttura produttiva della musica pop (il musicista e chi lo supporta nella fase creativa, come il manager e i fonici; la discografia; il concerto), poi lo si riscopre acuto osservatore del ruolo che hanno i media (radio, TV, stampa, nuovi media e musica digitale) sia nella fase di promozione del prodotto musicale sia nella mediazione culturale tra la sua produzione e il suo consumo.

 

Il risultato dello sforzo è, a tutti gli effetti, un vademècum composto su misura per il musicista e per chi si nutre quotidianamente di musica pop, come per ogni suo appassionato. E’ un memorandum indispensabile al cammino di un compositore e a chi, come lui, si muove ambizioso tra i tortuosi canali propri dell’industria musicale.

 

E’ il tuo abbiccì.

 

«un musicista di fatto non esiste se non ha un pubblico che lo ascolti»

 

 

d. devivo

 

 

www.carocci.it

 

 

 

Leave a Comment

Please note: Comment moderation is enabled and may delay your comment. There is no need to resubmit your comment.