giu 26

 

 

 

Riluci,

stella…

e di tuoi nobili riverberi

spolvera l’universo…

 

Dio è lì,

cullato dai suoni

di ogni tua fioca

vibrazione

d. devivo

 

michael-jackson 

 

giu 22

 

 

«Fare il musicista, oggi come sempre, rimane un’ambizione di molti; ma, banalmente, non si fa più musica come una volta: sono cambiati i mezzi, i canali, gli intermediari, le tecnologie»

 

Tramite questa ouverture verbale, Gianni Sibilla si appresta a condurci scrupolosamente tra le fitte arie di una sua recente opera: 

 

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In questo piccolo volume (dal formato di un fumetto ma dal contenuto di un trattato) l’autore pratica un’accurata analisi dell’industria musicale: sviscerandone tutti i settori ne mette in luce le funzioni, le caratteristiche, cogliendo poi i riflessi (anche sociali) dal prodotto ultimo della loro necessaria interazione, il disco.

 

Nel libro — idealmente costituito in due parti — si trova dapprima un Sibilla indagatore della struttura produttiva della musica pop (il musicista e chi lo supporta nella fase creativa, come il manager e i fonici; la discografia; il concerto), poi lo si riscopre acuto osservatore del ruolo che hanno i media (radio, TV, stampa, nuovi media e musica digitale) sia nella fase di promozione del prodotto musicale sia nella mediazione culturale tra la sua produzione e il suo consumo.

 

Il risultato dello sforzo è, a tutti gli effetti, un vademècum composto su misura per il musicista e per chi si nutre quotidianamente di musica pop, come per ogni suo appassionato. E’ un memorandum indispensabile al cammino di un compositore e a chi, come lui, si muove ambizioso tra i tortuosi canali propri dell’industria musicale.

 

E’ il tuo abbiccì.

 

«un musicista di fatto non esiste se non ha un pubblico che lo ascolti»

 

 

d. devivo

 

 

www.carocci.it

 

 

 

giu 10

 

Exultet iam angelica turba caelorum…*

 

… e ad accompagnare il progredire di questa nenia monodica, l’avanzare ritmico delle immagini miniate che ne illustrano i fatti. Trama acutamente osservata sciogliersi dagli occhi di un’attonita ma attenta fedele assemblea.

Non ventiquattro al secondo. Né meno. Né venticinque. Solo il numero di fotogrammi utile a compiere il gesto propiziatorio che ne sviluppa la narratio, e che smodato ne accresce il corpo svelandone la grandiosità. Ora al tempo alternato del levarsi di una mano, ora al suo controtempo.

 

… exultet divina mysteria…

 

bari20exultet20120anastasis20xi20secolo20museo20diocesano

 

… e lì sopra, lui. L’attore. L’unico protagonista. Il solo cantore inquadrato nella misura di un pulpito riecheggiante un ipotetico spazio cine-televisivo. Lui, il diacono, brandente fiero il rotolo che della Veglia Pasquale ne sostiene la solennità. E ne conserva la musica, anche se ridotta a dei poveri segni sprigionati nella secca pelle di una più che sacrificale pecora.

 

 

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E le sue parole: suoni latineggianti armoniosi scagliati contro rosoni variopinti e retro illuminati, sì da rendere con le loro sottili riverberazioni immaginifico lo spettacolo. E nell’insieme tremante. Grazie anche alle manifestate emozioni di ciascun rapito presente.

 

et pro tanti Regis victoria tuba insonet salutaris

 

E’ uno scenario mistico…

 

Exultet.

d. devivo

 

(*Exultet, wikipedia)