Riluci,
stella…
e di tuoi nobili riverberi
spolvera l’universo…
Dio è lì,
cullato dai suoni
di ogni tua fioca
vibrazione
d. devivo
« … Fare il musicista, oggi come sempre, rimane un’ambizione di molti; ma, banalmente, non si fa più musica come una volta: sono cambiati i mezzi, i canali, gli intermediari, le tecnologie … »
Tramite questa ouverture verbale, Gianni Sibilla si appresta a condurci scrupolosamente tra le fitte arie di una sua recente opera:
In questo piccolo volume (dal formato di un fumetto ma dal contenuto di un trattato) l’autore pratica un’accurata analisi dell’industria musicale: sviscerandone tutti i settori ne mette in luce le funzioni, le caratteristiche, cogliendo poi i riflessi (anche sociali) dal prodotto ultimo della loro necessaria interazione, il disco.
Nel libro — idealmente costituito in due parti — si trova dapprima un Sibilla indagatore della struttura produttiva della musica pop (il musicista e chi lo supporta nella fase creativa, come il manager e i fonici; la discografia; il concerto), poi lo si riscopre acuto osservatore del ruolo che hanno i media (radio, TV, stampa, nuovi media e musica digitale) sia nella fase di promozione del prodotto musicale sia nella mediazione culturale tra la sua produzione e il suo consumo.
Il risultato dello sforzo è, a tutti gli effetti, un vademècum composto su misura per il musicista e per chi si nutre quotidianamente di musica pop, come per ogni suo appassionato. E’ un memorandum indispensabile al cammino di un compositore e a chi, come lui, si muove ambizioso tra i tortuosi canali propri dell’industria musicale.
E’ il tuo abbiccì.
« … un musicista di fatto non esiste se non ha un pubblico che lo ascolti … »
d. devivo
Exultet iam angelica turba caelorum…*
… e ad accompagnare il progredire di questa nenia monodica, l’avanzare ritmico delle immagini miniate che ne illustrano i fatti. Trama acutamente osservata sciogliersi dagli occhi di un’attonita ma attenta fedele assemblea.
Non ventiquattro al secondo. Né meno. Né venticinque. Solo il numero di fotogrammi utile a compiere il gesto propiziatorio che ne sviluppa la narratio, e che smodato ne accresce il corpo svelandone la grandiosità. Ora al tempo alternato del levarsi di una mano, ora al suo controtempo.
… exultet divina mysteria…
… e lì sopra, lui. L’attore. L’unico protagonista. Il solo cantore inquadrato nella misura di un pulpito riecheggiante un ipotetico spazio cine-televisivo. Lui, il diacono, brandente fiero il rotolo che della Veglia Pasquale ne sostiene la solennità. E ne conserva la musica, anche se ridotta a dei poveri segni sprigionati nella secca pelle di una più che sacrificale pecora.
E le sue parole: suoni latineggianti armoniosi scagliati contro rosoni variopinti e retro illuminati, sì da rendere con le loro sottili riverberazioni immaginifico lo spettacolo. E nell’insieme tremante. Grazie anche alle manifestate emozioni di ciascun rapito presente.
… et pro tanti Regis victoria tuba insonet salutaris…
E’ uno scenario mistico…
… Exultet.
d. devivo
(*Exultet, wikipedia)