mag 20

 

 

“… parole, parole, parole / parole, soltanto parole, parole tra noi …”

 

Sono soltanto parole…

solo parole.

Parole con cui l’essere umano ha migliorato, gestito e affermato la propria esistenza, impiegandole per comunicare con i propri simili e con questi allearsi, per la garanzia della sopravvivenza e quindi della vita stessa. E per conquistare il suo e altri mondi. E per scoprire l’ignoto. Per creare arte.

Parole.

Solo parole.

Esseri viventi che tramite se stessi si sforzano di modulare suoni, per comunicare, per parlare. Esseri parlanti che producono parole. Parolieri.

Parolieri nascosti. Chiunque è paroliere. Ci si distingue solo dalla scelta e dal modo di accostare le parole. Scrittori, filosofi, scienziati… ognuno ha i suoi metodi. Musicisti, artisti, poeti: ciascuno con i propri suoni, il proprio ritmo.

E c’è chi questo ritmo lo rende incalzante, a tal punto da camuffarlo nelle vesti di una vera musica. Una musica ritmata travestita da parole, ma priva dei suoni di altri strumenti di accompagnamento. Una “solista”. E si esibisce in virtuosismi cadenzati:

 

 

BLUSBUGHIVUGHI di Luigina Bigon

 

  

Chicago   in   blues    Chicagooo!

ritmo che ritorna

voce   suonatori   suono.

Passo dal soft sincopato

al piede che batte,

riempio la misura

il regolo

il tempo

Accanto a me lui  -  luiii i i (ginaa!)

la vena

il vino

(bevo caffècofi)

e tu che ti misuri

al ritmo di un interno

americano

tavolini    libri    musica

boy    bicchieri    book

familystore

un basso    due chitarre elettriche

due cantanti

e  la spinetta.

Rigiro il bicchiere

sorseggio

respiro

mi lascio vivere

   bughivughi

ritratti alle pareti

foto in bianco e nero

batto il tempo

teenagers sul sofà.

Oltre le vetrine

insegne rossealneon,

l’avenue che svetta nella notte.

 

 

Una musica che suona in versi, come fa notare Luigina stessa:

 

« … questa è la poesia, pura sequenza d’alfabeti, metafore, allegorie, suoni, divertissements, finezza artistica, sublimazione, bellezza estrema, spiro cristallino, Dio! arriva come un lampo e fluisce generosa come il sangue senza arrestare la sua corsa. A volte afferrarla è quasi impossibile … »

 

Afferrarla è quasi impossibile, ma cantarla è più che probabile.

 

 

d. devivo

 

 

www.luigina.bigon.literary.it