apr 28

 

 

 

 

 

Le canzoni sono fatte di parole e musica. Le parole e la musica sono suoni. I suoni sono onde sonore. Quindi, le canzoni sono formate da onde sonore.

 

Un’onda sonora è una leggera variazione della pressione atmosferica (vedi L’aspetto scientifico); è una forma di energia (sonora). Vogliamo memorizzare quest’onda sonora (quindi questa energia) in un CD (o la vogliamo amplificare per poterla udire in uno stadio): come facciamo?

 

Per raggiungere il nostro scopo, dobbiamo catturare e convertire (trasdurre) l’energia sonora in un’altra forma di energia, elettrica, per la precisione. E questa “seconda” forma di energia (elettrica) deve mantenere più o meno le stesse caratteristiche della “prima” forma di energia (sonora) di partenza, per esserle più o meno uguale e quindi rendersi riconoscibile. Alcuni tra i vari strumenti idonei a questa trasduzione sono i microfoni e gli altoparlanti (quest’ultimi per la trasduzione inversa, cioè trasducono l’energia elettrica in energia sonora).

 

Per poter registrare le nostre canzoni, dobbiamo quindi realizzare un passaggio dal sonoro all’elettrico. E questo elettrico deve essere più o meno simile, analogo al sonoro. In pratica, tutti i valori continui di un’onda sonora devono essere convertiti in valori continui di un’onda elettrica: la trasduzione appena compiuta è l’analogico (nel nostro caso, un “qualcosa” di analogico altro non è che una forma di energia elettrica analoga alla forma di energia originale: sonora, in questo caso. Per esempio, è il suono che ascoltiamo di una chitarra elettrica [in verità qui intervengono anche altre trasduzioni, ma per semplificare l’argomento ora non sono trattate]).

 

Passiamo al digitale.

 

Una forma di energia, per poter essere digitalizzata, deve essere prima convertita in una forma di energia elettrica. Non importa se prima o dopo la digitalizzazione intervengono altre trasduzioni in altre forme di energia (ottica, magnetica, etc.). L’importante è che al momento in cui una forma di energia deve essere digitalizzata sia prima convertita in una forma di energia elettrica (il processore del computer, il calcolatore, lavora soltanto con energia elettrica).

 

Una volta convertita in energia elettrica e inviata al processore, questa forma di energia è calcolata matematicamente e restituita come flusso di numeri (binari, cioè 0 e 1). La nostra forma di energia elettrica è stata analizzata entro un insieme discreto di elementi: è stata digitalizzata, per l’esattezza (di seguito possiamo poi scegliere di archiviare, memorizzare su dei supporti adatti la nostra digitalizzazione).

 

Il nostro materiale (musica, libri, foto, etc.) è ora digitale. Se vogliamo godercelo in un secondo momento (cioè vederlo o ascoltarlo) dobbiamo riconvertirlo necessariamente in analogico. Di seguito questo restituirà — attraverso dei trasduttori adeguati —  le forme d’onda originali. Noi percepiremo queste forme d’onda attraverso i nostri sensi.

 

 

 d. de vivo