Certo che con l’avvento dell’era digitale, il mondo produttivo è completamente cambiato: si è velocizzato, alleggerito, (maggiormente) specializzato.
Velocizzato perché ora chiunque con un personal computer può fare tantissime cose con estrema velocità. Non bisogna andare molto lontano per immaginarlo; pensiamo a una semplice attività che sicuramente noi tutti abbiamo svolto almeno una volta nella vita: scrivere una lettera. Che la si scriva con una penna o con una macchina da scrivere (meccanica o elettrica), costa sempre un’enorme fatica e un notevole spreco di carta (per correggere errori o cambiare esposizione). E per di più, a ogni sbaglio bisogna sempre ricominciare da capo (prendendo un nuovo foglio), con la paura e il rischio di commettere nuovamente qualche errore. Facciamolo con un computer. L’errore si corregge a video con un clic, e la lettera si “aggiusta” e si stampa una volta soltanto (a meno che non siamo noi a decidere di volerne più copie). Il tutto con un notevole risparmio di tempo e di denaro (anche la sua archiviazione e le sue copie sono rese in estrema velocità, efficacia e risparmio, con il digitale). E se la volessimo spedire? … ci basta un indirizzo di posta elettronica e un clic (e ovviamente una connessione a internet). In una frazione di secondo la recapitiamo a migliaia di chilometri di distanza da noi (senza intermediari), a un altro terminale… Questo che abbiamo appena detto per la lettera, lo diciamo anche per qualsiasi altra cosa si possa produrre con un computer: disegni, CD, pagine musicali, libri, collezioni fotografiche, etc.
Alleggerito perché quello che prima si produceva con ingombranti e costosissime macchine, ora lo si può realizzare con un piccolo e (abbastanza) economico computer portatile. Pensiamo alla vecchia incisione di una cassetta demo: nastri magnetici, macchine professionali per la registrazione, moduli per effetti, rack, mixer, etc… ci voleva una grande stanza libera dove sistemare tutta questa attrezzatura, oltre a svariate decine di milioni delle vecchie lire per acquistarla. Oggi ce la caviamo con una scrivania (che magari abbiamo già nella nostra stanza), con un laptop (completo di masterizzatore) e una buona breakout box (scheda audio). Spendiamo così, oggi, al massimo un paio di migliaia di euro… e riduciamo notevolmente sia il peso che lo spazio necessario al nostro scopo (oltre ai costi).
Specializzato perché attraverso la precisione con cui si può realizzare un lavoro con il computer, si è diventati degli specialisti (siamo diventati più preparati, anche perché la maggior parte delle volte, per poter usare bene il computer, siamo costretti a conoscere bene anche le vecchie tecniche che si utilizzavano con le vecchie attrezzature [per esempio, se vogliamo scrivere delle belle pagine al PC da pubblicare online, dobbiamo almeno conoscere le vecchie convenzioni certificate per la stesura delle pagine dattiloscritte. O anche: le tecniche compositive e le note sugli strumenti musicali sono le stesse sia che le si utilizzino reali sia che le si utilizzino virtuali al PC. Altro esempio: se sfruttiamo il computer come studio di registrazione audio, le interfacce che ci permettono di operare sui suoni sono la copia virtuale e aggiornata delle vecchie macchine analogiche]). Alcune volte, il tramite del computer diventa un’estensione, una simulazione virtuale a quello che già si faceva prima. E sono sorte parecchie figure professionali specializzate attorno al mondo del digitale, a seguito delle nuove tecnologie (un esempio per tutti? il virtual DJ), sia per la loro produzione sia per la realizzazione dei loro prodotti.
Ma cosa c’entra in tutto questo il paroliere?
Per poterlo capire bene, bisogna prima fare un passo indietro, e vedere qual è la differenza tra analogico e digitale, tra “vecchio e nuovo”…
d.devivo




